Installazione su Linux
Dopo aver visto come installare Mozilla Firefox su Windows, vediamo ora com'è possibile eseguire la stessa operazione in ambienti GNU/Linux, dove il browser del panda rosso è riuscito a raggiungere livelli di diffusione altissimi, anche grazie al fatto che risulta disponibile in moltissime distribuzioni immediatamente dopo l'installazione del sistema operativo.
Nel caso in cui non sia installato in maniera automatica, o se si vuole aggiornare il browser ad una versione non disponibile nei repository della propria distribuzione, è possibile rimediare in maniera molto semplice. Prima di vedere come installare Firefox tramite i pacchetti ufficiali, però, diamo uno sguardo agli strumenti che le distribuzioni ci mettono a disposizione per installare pacchetti precompilati ed immediatamente pronti all'utilizzo.
Debian e tutte le sue derivate, a partire dalla celeberrima Ubuntu, permette di installare Firefox attraverso il gestore dei pacchetti apt-get. E' sufficiente aprire il terminale, loggarsi come utente root o utilizzare i privilegi di superuser nel caso si posseggano, e lanciare il comando apt-get install mozilla-firefox. Così facendo verrà avviato il download dei pacchetti dai repository ufficiali, che verranno poi installati in brevissimo tempo, permettendo di avviare subito l'applicazione.
Strumenti molto simili ad apt-get sono disponibili nella maggior parte delle principali distribuzioni: OpenSUSE offre YUM, Fedora mette a disposizione RPM, Arch Linux ha l'ottimo pacman e così via. I comandi per queste distribuzioni possono leggermente variare, ma il funzionamento è pressoché identico. Leggermente diverso è il discorso per Gentoo, che offre come strumento per l'installazione di software aggiuntivo emerge, che scarica i pacchetti in formato sorgente e li compila in maniera automatica, ottimizzandoli dunque per la macchina in uso.
Nel caso si voglia utilizzare una versione non presente nei repository, come ad esempio le nightly build rilasciate con cadenza quasi quotidiana, o versioni più datate per problemi di compatibilità con alcuni componenti aggiuntivi o altro, è possibile utilizzare il terminale e pochi comandi per ottenere il risultato desiderato.
La prima operazione da compiere, come nel caso dell’installazione in Windows, è quella di recarsi sul sito ufficiale del progetto e scaricare il file compresso nella lingua desiderata, scegliendo ovviamente la versione destinata ad un utilizzo in ambienti operativi Linux. Fatto ciò, apriamo il terminale e spostiamoci nella directory in cui è stato scaricato il file, attraverso il comando cd. Fatto ciò, scompattiamo il file compresso tramite il comando tar –jxvf firefox-*.tar.bz2 e notiamo la creazione di una nuova directory chiamata firefox. Volendo è possibile avviare già il browser, spostandosi nella directory citata con cd firefox e digitando ./firefox, ma un’operazione raccomandata è quella di spostare tutti i file in una directory apposita, ad esempio /opt. Per fare ciò, digitiamo mv firefox /opt/firefox, e quindi per avviare Firefox basterà lanciare il comando /opt/firefox/firefox &.
Per maggiori dettagli su come installare Firefox all’interno della propria distribuzione è possibile far riferimento alla documentazione relativa, offerta sui siti ufficiali e che nella maggior parte dei casi riesce ad offrire risposte alle domande più diverse.